“Oh, No” i graffiti a Milano!

“Oh,no” graffiti: photo by Midori McCabe www.miko4art.com

I graffiti del graffitista che si firma “Oh, no” sono stati scelti e fotografati per noi dall’artista Midori McCabe. Sono graffianti, di impatto, e meritano davvero. Li potete ammirare in zona Corso Garibaldi, in zona Navigli. Ce ne segnalate altri? Il graffitismo a Milano fa discutere e al tempo stesso dona spesso quel colore e quel calore estetico che la città non potrebbe ricavare da panorami aperti come quelli lacustri, da panorami mossi come quelli collinari o montani… che non ha.

“Oh,no” graffiti: photo by Midori McCabe www.miko4art.com

Diciamo che proporremmo una commissione permanente per distinguere tra graffiti che meritano una lode, e quelli da cancellare senza pietà! Ma come si fa? Quelli che Midori McCabe ci ha segnalato certo non disturbano, anzi, regalano agli spazi in cui sono un fascino particolare. Il primo e’ in Corso Garibaldi, il secondo alla Darsena, al termine di una trionfale passeggiata in cui i graffiti in fila “poggiano” sul muschio e sul nuovo prato verde.

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L’uomo Moderno in tre atti. Rancinan a Milano

Rancinan a Milano – foto di E.Brumana

Il mese di maggio, alla Triennale di Milano, vede protagonista l’opera fotografica di Gérard Rancinan, affiancata dai testi di Caroline Gaudriault. La Trilogia dei moderni sarà in mostra fino al 27 maggio; settanta fotografie che raccontano, analizzano e immortalano la Modernità con le sue illusioni, i suoi sogni sempre più identificabili in incubi, i suoi non-luoghi e la sua finta identità.

Lucidamente, attraverso immagini nitide e intense, evocative e insieme potenti, Rancinan propone tre diversi filoni di riflessione. Metamorfosi, quel primo atto che, strizzando l’occhio all’iconologia più nota della storia dell’arte, racconta la vacuità dei desideri consumistici e dei moderni sogni asettici; Ipotesi, da intendersi però al singolare, perché quello che Gérard ora racconta è l‘annullamento delle differenze: la sola libertà di unicità è racchiusa in fragili bolle lontane dalla realtà. Wonderful Word, infine, racconta l’essere umano rappresentato nel suo mondo artificiale in cui l’uomo non è più solo uomo, ma è supereroe che sperimenta la libertà estrema ed assoluta.

Specchio della contemporaneità, le immagini di Rancinan, ironiche, irriverenti, accattivanti, riescono a unire bellezza e riflessione, arte e messaggio.

Emanuela Brumana

Antoni Gaudì. Dove si incontrano le arti.

Casa Batllò a Barcellona

Barcellona è la culla del modernismo catalano. Per le vie principali ogni arredo urbano è un omaggio allo stile modernista, dalle abitazioni ai lampioni, fino al pavimento piastrellato. Antoni Gaudì ne è senza dubbio l’esponente di maggior successo, anche se definirlo semplicemente un architetto è estremamente riduttivo. Bisogna comprendere a fondo le sue opere e non basta soffermarsi davanti all’ingresso della Sagrada Famiglia. E’ doveroso studiare la sua vita e i suoi lavori, capire il significato delle scelte progettuali. Contestualizzarlo in relazione al periodo storico. E visitare, almeno, Casa Battlò, la suo opera più rappresentativa.

In netto anticipo sui tempi moderni termini come design, sostenibilità, ergonomia sono già tutti presenti nel capolavoro architettonico di Gaudì, completato nel 1907. La facciata d’ingresso dell’abitazione è già un monumento scultoreo, ma ciò che davvero stupisce è racchiuso all’interno. Visitando gli appartamenti si resta stupefatti dalla ricchezza dei particolari, dagli oggetti di arredo, di ornamento e dalla bellezza estetica sempre accostata alla funzionalità.

La scala nell’atrio comune

Ma non solo. Ciò che ha davvero reso unico l’architetto catalano, ancora una volta anticipando i tempi, è stata la volontà di unificare le arti, accostando il lavoro degli artigiani  a quello di artisti e progettisti. Trovando un equilibrio perfetto tra scultura, pittura, avanguardia, ingegneria e scienze umane. Così come la Bauhaus soltanto anni dopo cominciò ad insegnare. Antoni Gaudì era un Artista.

Filippo Meani

L’itinerario magico di Mirò

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Fundaciò Mirò – Barcellona

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Donna

Chiunque soggiorni a Barcellona e non sia oberato da impegni di lavoro non può marcare visita  alla Fundaciò Mirò. L’edificio si trova nel bellissimo Parc de Montjuïc, all’interno di un incantevole contesto dipinto di verde e azzuro nel quale trovano posto, oltre a un meraviglioso panorama aperto sulla città, il Museu Nacional d’Art de Catalunya e parte del Complesso Olimpico sportivo. L’edificio è stato concepito come uno spazio aperto, davvero godibile, con grandi terrazze e patio interni, una biblioteca a cui si è subito tentati di accedere, un auditorium e una caffetteria. Tramite la collezione della pinacoteca invece è possibile carpire tutta la vita artistica di Miró, dai primi schizzi agli arazzi di grandi dimensioni, fino alle sculture. Colori, linee, forme, costellazioni si stagliano lungo un intinerario magico che sembra proseguire anche all’esterno dell’edificio e accompagnano lungo la strada che riporta verso il centro città. E penetrano nell’anima.

Filippo Meani

Klimt incontra Beethoven. Pittura e musica in mostra all’Oberdan.

Ancora pochi giorni a disposizione per respirare a Milano l’aria della Secessione Viennese. Fino al 6 maggio, allo Spazio Oberdan, rimarrà infatti aperta al pubblico la mostra “Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven”, con cui il capoluogo lombardo celebra il150esimo anniversario della nascita dell’artista austriaco. L’esposizione è divisa in tre parti: la prima, in cui vengono esposti i manifesti del movimento, disegnati fra gli altri da Koloman Moser, Ferdinand Hodler e Leopold Stolb; la seconda parte, in cui sono visibili tre delle quattro parti che compongono il fregio di Klimt ispirato alla Nona Sinfonia, e infine quindici disegni preparatori, appartenenti a collezionisti privati.

Per tutto il percorso il visitatore è accompagnato da interessanti pannelli esplicativi e dal continuo sottofondo musicale dell’opera di Beethoven; aspetti che, insieme alla video-intervista alla curatrice della mostra, vanno a fare di quest’esposizione un’esperienza completa ed interessante.

Una mostra che, se anche delude un po’ nella parte finale dedicata agli schizzi, è quindi assolutamente da vedere!

Emanuela Brumana

Tutti i colori di Barcellona 2012.

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The Barcelona Head – Roy Lichtenstein 1992

Barcellona è una metropoli colorata. A vent’anni esatti dalle Olimpiadi che la consacrarono al mondo e contribuirono a mutare radicalmente il suo aspetto urbanistico e lo sviluppo socio-economico della popolazione si presenta più che mai in splendida forma, pronta ad affontare il Terzo Millennio nonostante la crisi economica (e sociale) europea.

Tutto cominciò con l’Esposizione Universale del 1888, che fu la prima grande occasione per modernizzare e realizzare nuove infrastrutture, migliorando i servizi ai cittadini. In seguito arrivarono Picasso, Mirò, Dalì, mentre Gaudì realizzò opere architettoniche meravigliose e in largo anticipo sui tempi.

Ancora oggi molti grandi artisti contribuiscono a rendere l’immagine della città sempre più contemporanea e viva, grazie anche all’accoglienza generosa degli abitanti, sempre molto ospitali e disponibili a ogni nuova forma d’arte e di innovazione. Basti pensare che qualche anno fa si è tenuto qui, per la prima volta, il Forum Universale delle Culture.

Gli archistar progettano edifici e interi quartieri con un notevole impatto estetico, oltre che economico. Ma mai invasivi. Esiste anche un museo della Scienza e della Tecnica modernissimo e innovativo.

Barcellona è una metropoli da visitare. Una metropoli multicolore.

Filippo Meani

London 2012 e la Serpentine Sackler Gallery

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Sarà pronto per le Olimpiadi di Londra 2012 il nuovo spazio espositivo di 900 mq della Serpentine Gallery intitolato ai coniugi Mortimer e Theresa Sackler, coloro i quali ne hanno reso possibile la realizzazione con un’ ingente donazione. L’edificio, che ospiterà gallerie, 1 caffè/ristorante e un’area giochi dedicata all’arte è stato progettato da Zaha Hadid, archistar giá nota in Italia per aver contribuito alla realizzazione del MAXXI di Roma. La nuova struttura affiancherà l’edificio storico ottocentesco con un’estensione trasparente a tetto ondulato e sarà collocata nell’edificio ristrutturato dei magazzini.

Grandi mostre: Matisse al Centre Pompidou

Dal 7 marzo al 18 giugno 2012 andranno in scena a Parigi, presso il Centre Pompidou, le “opere sorelle” di Henri Matisse, tele apparentemente simili dipinte attorno ad uno stesso soggetto, ma che presentano svariate differenze nello stile e nei particolari.

Il significato di questi lavori (che è possibile comprendere anche grazie all’esistenza di schizzi preparatori e fotografie scattate dallo stesso artista durante la creazione delle opere) è il frutto di una profonda indagine volta a scoprire gli innumerevoli cambiamenti di un oggetto nel tempo, che muovono e sconvolgono  gli stati d’animo dell’autore. Una dinamicità che muta esternamente con la realtà, fino a penetrare nello spirito di chi guarda.

Matisse – Paires & Séries,  7 marzo – 28 giugno 2012

Centre Pompidou, Paris

Museo del Novecento a Milano, visita obbligata.

Visita obbligata per i turisti culturali in Milano e non solo. Il Museo del Novecento offre una visita ricca per contenuto artistico delle opere presenti e per la riuscita realizzazione architettonica interna, spesso ardita e proiettata verso l’esterno con corridoi circondati da pareti di vetro e sale con ampie vetrate da cui si godono spettacolari viste sul Duomo, la Galleria e le vie circostanti. Il percorso artistico parte da nomi internazionali come Picasso, Matisse, Kandisky, per poi svilupparsi in un interessante percorso nella pittura e scultura novecentesca italiana, con ampia presenza del futurismo, sino a fine secolo. Presenti importanti opere di Boccioni, Burri, De Chirico, Severini, Fontana e molti altri. A me mancava solo Afro Baldasella e, forse, Cattelan.

Artefiera 2012 a Bologna, solita grande fiera dell’arte.

La più blasonata -e a ragione- fiera dell’arte italiana, anche nel 2012 ha fatto la sua parte con 200 gallerie, di cui una ventina (a occhio) straniere.

Artefiera 2012

Nella foto il padiglione di Studio La Città che ha presentato uno degli artisti contemporanei più interessanti a nostro personale parere visti in questa fiera: Jacob Hashimoto. Due padiglioni per l’arte contemporanea, il 21 e il 22, e uno per l’arte moderna, il 16, in cui ci hanno colpito tra gli altri tutti i bellissimi Afro presenti in vari stand, alcuni De Chirico importanti, diversi Burri, un bel Basquiat, un Picasso, Tanti bei Vedova, e molti altri. Sebbene più orientata alla produzione nazionale, tante gallerie di qualità e nell’insieme una visita altrettanto entusiasmante che il mostro internazionale, la Fiera di Basilea, che aspettiamo al prossimo giugno. A ottobre, poi, il Frieze a London. Eccovi oltre 60 foto dell’evento e delle opere! 

Antoh

Street Art. Dal disagio metropolitano alla rivalutazione delle aree urbane

Un' opera di Bansky

Sembrano ormai lontani gli anni in cui i primi writers diedero voce al loro disagio utilizzando i muri grigi delle città come tele. Rivendicavano gli spazi pubblici per la loro protesta, oppure ne facevano una cassa di risonanza per la propria espressione artistica. In seguito marketing e mezzi di comunicazione di massa ne compresero le forti potenzialità e in poco tempo le opere degli street artists divennero il veicolo attraverso il quale potenziare le campagne pubblicitarie. E il cerchio si chiuse.
Oggi sembra proprio che a beneficiare degli effetti della Street Art siano aree urbane dismesse o degradate, capaci di riacquistare valore facendo salire i prezzi delle case fino al 30% e oltre. Gli esempi più importanti si sono concretizzati in metropoli come Berlino, Londra e New York, dove c’è anche chi è riuscito ad asportare da un muro un’opera di Bansky per installarla all’interno della propria abitazione.
In Italia, purtroppo, il fenomeno è limitato, forse perché non abbiamo ancora compreso la portata comunicativa della cultura urban, capace oltre tutto di sostenere una crisi mondiale e contribuire alla ripresa. Auguriamoci che possa proseguire negli intenti.

Filippo Meani

Creatori di Mondi. La Pixar in mostra a Milano

I mostri di Monsters&Co al PAC. Foto di Emanuela

Una casa che si alza in volo, grazie alla forza di mille palloncini colorati. Un impacciato robottino che colleziona cubi di Rubik mentre ripulisce la Terra, nel 2805. Sono solo alcune delle storie emozionanti e divertenti che la Pixar Animation Studios ci ha raccontato. Storie basate su immagini e immagini nate da disegni che, fino al 14 febbraio, saranno in mostra al PAC di Milano.

Oltre 500 tavole esposte, realizzate dai disegnatori Pixar utilizzando le tecniche più svariate, dal classico carboncino fino agli intensi colori delle tempere per giungere all’utilizzo della più moderna computer grafica. Il tutto affiancato da una divertente sezione interattiva e da due installazioni che mostrano come si dà vita e movimento a immagini e statue.

Sbirciare dietro le quinte, veder nascere i personaggi conosciuti sullo schermo: queste le possibilità offerte agli amici di Wall-e e Remi, di Woody e Buzz, qualsiasi sia la loro età. Perché la magia di questa mostra è di annullare gli anni tra i visitatori, facendo conoscere ai più piccoli il mondo degli spazi espositivi e ricordando agli adulti lo stupore e la fantasia attraverso i mondi creati dalla Pixar.

Emanuela Brumana

I colori della Provenza. Cézanne in mostra a Milano

Milano, varcando l’ingresso di Palazzo Reale, si trasforma e diventa Aix-en-Provence. Dal 20 ottobre 2011 al 26 febbraio 2012, sono infatti in mostra, nella metropoli lombarda, alcuni dei capolavori del pittore francese Paul Cézanne. Autoritratti, nature morte, paesaggi che ruotano intorno non tanto a un tema metafisico, quanto a un luogo: la Provenza a lui tanto cara.

Cézanne - Zuccheriera, pere e tazza blu

Lo spazio, sia esso una veduta paesaggistica o un tavolo coperto di frutti e stoviglie, era al centro degli studi di Cézanne, volti a fondere insieme disegno e colore per restituire i volumi e la luce sulle superfici.

Nel suo studio, altro luogo chiave per capirne l’estetica, dedicava se stesso all’arte pittorica e allo studio della natura e sicuramente, il pregio di questa mostra è riuscire a far trasparire questo sguardo devoto. Senza mai risultare pedante, l’allestimento affianca alle tele parole esplicative ricche di suggestione, citazioni dell’ artista e immagini della montagna a lui tanto cara, la SainteVictoire.

Emanuela Brumana

Dentro la collina

Il museo d'arte Chichu visto dall'alto

C’è un museo in Giappone, sull’isola di Naoshima, costruito su una collina nei pressi di giacimenti salini. Progettato nel 2004 dall’architetto Tadao Ando, il museo d’arte Chichu ospita collezioni temporanee di Claude Monet, Walter De Maria e James Turrell. L’edificio, unico nel suo genere, si caratterizza per gli spazi espositivi che sono stati ricavati all’interno del terreno. Si tratta a tutti gli effetti di un museo sotterraneo. Cemento armato, lucernari, luci soffuse e colori neutri. Semplici accorgimenti architettonici che inducono lo spettatore a concentrarsi sulle opere d’arte, il vero punto focale della struttura.

una delle sale del museo

Non importa l’autorevolezza dell’edificio, l’imponenza stilistica, la ricerca dell’estetica. Il museo ha la funzione di valorizzare le opere esposte annullando ogni tipo di distrazione esterna.

Racchiusa dentro una collina, l’architettura di Tadao Ando protegge il mondo dell’arte.

by Filippo Meani

Step09 una fiera dell’arte contemporanea al Museo della Scienza e della Tecnica

Step09 è alla sua terza edizione, ancora nella fascinosa location del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, a Milano.

Step09, edizione 2011, 2 opere della galleria FQPROJECTS di Shangai

La piccola ma interessante fiera si svolge all’interno delle suggestive sale del Museo (Sala delle Colonne, Sala del Cenacolo) e di alcuni spazi all’aperto (Chiostri e Cortili). Alcune gallerie estere affiancano quelle italiane. Buono il successo di pubblico.

step09 2011, opere di Francesco Sena

La galleria cinese FQProjects è qui dopo aver testato Los Angeles e Hong Kong, e annota una minore presenza di buyers  da noi, tra i molti visitatori. Diverse gallerie nazionali contente invece di aver venduto. Abbiamo visto opere interessanti, un ambiente affascinante che ha associato il classico al contemporaneo, molti artisti presenti negli stand a fianco alle proprie opere, e molto dialogo tra visitatori e espositori, il che non guasta.

by antoh

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